Vin Santo Occhio di Pernice

Vin Santo Occhio di Pernice

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Che meraviglia.  un vero e proprio gioiello dell’enologia toscana: essendo a base di uve Sangiovese, si tratta molto probabilmente di un Vinsanto “Occhio di Pernice”.

L’appassimento lungo e il riposo di 4-5 anni nei caratelli sigillati (che favoriscono una lenta ossidazione) regalano a questo vino una struttura importante, una leggera trama tannica (data dal Sangiovese) e note aromatiche profondissime di fichi secchi, noci, datteri, caramello, miele di castagno e spezie.

Proprio per questa sua complessità e potenza, l’Occhio di Pernice richiede dolci altrettanto strutturati e intensi. Ecco gli abbinamenti perfetti, divisi per categoria:

Il Re degli abbinamenti: Il Cioccolato Fondente

A differenza del Vinsanto classico (fatto con Trebbiano e Malvasia), la versione da uve Sangiovese è uno dei rarissimi vini al mondo capace di reggere e sublimare il cioccolato fondente.

L’abbonamento perfetto con il tortino al cioccolato Il Nero della Rocca: con l’arancia candita, che richiamano l’acidità naturale del Sangiovese. Le spezie e la frutta secca contenute in questo dolci creano un ponte aromatico perfetto con le note sviluppate dal vino durante i lunghi anni nel caratello.

  • Panforte di Siena: Forse l’abbinamento regionale più perfetto in assoluto. Le mandorle, i canditi e soprattutto le spezie (cannella, noce moscata, chiodi di garofano) del Panforte si sposano divinamente con l’evoluzione del vino.

  • Castagnaccio: Un dolce rustico toscano con farina di castagne, pinoli e rosmarino. La sua dolcezza non invadente lascia brillare la complessità del Vinsanto.

  • Cantucci: I classici alle mandorle vanno benissimo (anche se non andrebbero mai inzuppati per non rovinare un vino così pregiato!), ma per questo specifico Vinsanto ti consiglio i cantucci con gocce di cioccolato fondente.  


Un piccolo consiglio extra (Fuori dal mondo dei dolci): Se vuoi sorprendere i tuoi ospiti, prova questo Vinsanto con un formaggio erborinato molto saporito (come un Gorgonzola piccante stagionato, un Roquefort o uno Stilton) oppure con un Pecorino toscano molto stagionato. Il contrasto tra la sapidità/piccantezza del formaggio e la dolcezza avvolgente del vino è un’esperienza sensoriale indimenticabile.

Ricordati di servirlo alla giusta temperatura: idealmente intorno ai 14-16°C (leggermente fresco, ma non freddo da frigo) per permettere a tutti i suoi complessi profumi di sprigionarsi senza che l’alcol risulti pungente.